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Il quadro di riferimento carcerario e il valore del supporto psicologico in caso di decesso rinvenuto

Il malessere e il disagio che i detenuti vivono non solo per la perdita della libertà personale, ma anche per le condizioni in cui sono costretti a scontare la pena genera delle conseguenze anche sul personale penitenziario.Lo stress da lavoro che sono obbligati a sopportare gli agenti penitenziari è notevole e causato non soltanto dalle aggressioni da parte dei detenuti, ma dovuto anche ai traumi quando si trovano ad assistere alle violenze tra detenuti o scoprono un detenuto che si è suicidato nella propria cella. Il disagio e malessere tra il personale penitenziario è notevole, tanto che possiamo constatare che i veri ergastolani sono proprio gli agenti. In un contesto così faticoso come quello penitenziario l’utilità della psicologia dell’emergenza è inconfutabile. Questa disciplina agisce con lo scopo di prevenire reazioni psicopatologiche in seguito ad un trauma o evento sconvolgente e interviene sullo stato emotivo e comportamentale della persona per accogliere, supportare e orientare la persona e il gruppo. A livello preventivo gli psicologi intervengono tramite la formazione per migliorare la comunicazione e la gestione dei conflitti nei gruppi di lavoro e per incrementare la resilienza del personale penitenziario. La supervisione nei gruppi interviene invece nelle dinamiche di gruppo che coinvolgono emozioni e cognizione migliorando così le relazioni, il senso di appartenenza e di coesione e la collaborazione all’interno dei gruppi di lavoro. La psicologia dell’emergenza interviene con le tecniche di Defusingsubito dopo l’evento critico per alleviare gli effetti dell’esperienza dolorosa e di Debriefingper alleviare i sintomi dello stress dopo aver assistito all’esperienza estremamente traumatica.Non c’è dubbio che i benefici dell’impiego della psicologia nel contesto penitenziario sono notevoli e molteplici sia sui detenuti che sul personale. E’ importante promuovere la collaborazione interna ed esterna al carcere per salvaguardare la loro salute, benessere e vita.

Relatori

  • Dott.ssa Emma Scopelliti – psicologa psicoterapeuta
  • Dott.ssa Jarmila Chilova – psicologa psicoterapeuta

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